Attrezzature apparecchiature di lavoro e Macchinari acquistate da paesi extraUE: quali problemi vanno risolti?

Ritratto di Ing. Renato Delaini
macchiari, extra UE, taiwan, Cina, direttiva macchine, 2006/42

Attrezzature apparecchiature di lavoro e Macchinari acquistate da paesi extraUE: quali problemi vanno risolti?
Spesso acquistare macchine da paesi ExtraUE è molto conveniente in termini di costi, ma bisogna rispettare i requisiti della Marcatura CE.
La domanda del nostro cliente:
Dobbiamo acquistare due macchine a Taiwan.
Per quanto riguarda le certificazioni richieste, che cosa devo chiedere loro? Devono garantire la conformità a quale norma? Deve essere marcata CE?
Se non fossero marcata CE come dobbiamo comportarci?
La nostra risposta:
Trattandosi di macchine devono essere certificate e marcate CE secondo la 2006/42 CE.
Si possono presentare varie possibilità:
 
1- il fabbricante ha un mandatario in Europa. Allora sarà sufficiente la sua marcatura CE, che deve risultare dalla Dichiarazione di conformità in cui è definito chi -nella UE- ha l’incarico di costituire il fascicolo tecnico. 
 
2- Se invece non ha nominato un mandatario può comunque marcare lui CE, ma deve indicare chi nella UE ha l’incarico di costituire il fascicolo tecnico.
 
3- il fabbricante non ha alcuna presenza in UE. Allora tutte le responsabilità del fabbricante ricadono sull’importatore. Quindi l’importatore deve poter dimostrare la rispondenza della macchina ai RES della direttiva. 
 
Citando dalla Guida europea alla Direttiva macchine:
Il soggetto che immette tale macchina sul mercato dell’UE deve poter garantire che il fabbricante soddisfa i propri obblighi ai sensi della direttiva. Tuttavia, laddove ciò non sia possibile, la persona che immette la macchina sul mercato dell’UE dovrà assolvere a tali obblighi personalmente. Lo stesso dicasi per coloro che importano nell’UE una macchina per uso personale. In questi casi il soggetto che immette la macchina o la quasi-macchina sul mercato dell’UE o la mette in servizio nell’UE è equiparato al fabbricante e pertanto deve assolvere a tutti gli obblighi del fabbricante di cui all’articolo 5. Ciò comporta che la persona che immette la macchina sul mercato debba essere in grado di assolvere a tali obblighi, che includono: accertarsi che la macchina soddisfi i pertinenti requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute, assicurare la disponibilità del fascicolo tecnico, fornire le istruzioni per l’uso, effettuare la necessaria procedura di valutazione di conformità, redigere e firmare la dichiarazione CE di conformità della macchina, nonché apporre la marcatura CE  
Quindi l’importatore, come nel vostro caso, deve marcare CE direttamente la macchina, anche perché tale importazione non è orientata a vendere macchine di quel tipo, ma utilizzarla nella propria fabbrica.
Come facciamo allora per non rischiare?
Questo è possibile facendosi inviare i test report relativi alla macchina (ad esempio secondo la EN 12100:2010 e, se si tratta di un  tornio secondo EN 23125,  per un avvolgitore secondo EN 13418) eseguiti da un laboratorio accreditato in UE o riconosciuto (mutuo riconoscimento tra Taiwan e UE).  Quei test report (che sono documenti di una trentina di pagine l’uno, con foto della macchina)  uniti al manuale in italiano, possono costituire il fascicolo tecnico in modo sufficiente.
 
4- Il fabbricante non marca CE e non dispone di nessuna documentazione valida in UE (caso più frequente a nostra esperienza)
Allora si può importare la macchina come prototipo, chiedendo al fabbricante di apporre all’origine al marcatura CE a nome vostro, con una dichiarazione di conformità vostra (come se la macchina fosse stata costruita su istruzioni vostre) per passare la dogana e poi, arrivata in fabbrica, analizzarla con una valutazione dei rischi e apporre le necessarie sicurezze se carenti, e costituire il fascicolo tecnico.
 
Di tutti questi casi noi ci occupiamo abitualmente.

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